"L'UMBRIA da visitare e gustare"

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Spoleto . "città d'arte e musica"  

Gli influssi dell’epoca romana sono ancora evidenti, nonostante Spoleto conservi, con le sue caratteristiche stradine, l’aspetto di un borgo medievale. Alle origini più antiche di Spoleto appartengono il Teatro Romano, l’Arco di Druso e la Basilica paleocristiana di San Salvatore; ma a dominare su tutti i monumenti, la fortezza fatta costruire dal cardinale Albornoz nella seconda metà del Trecento. La Cappella Eroli e la Cappella delle Reliquie sono altre due attrazioni da non perdere: nella prima potrete ammirare bellissimi affreschi del Pinturicchio; mentre la seconda custodisce la trecentesca statua della Madonna col Bambino. Al centro della città sorge maestoso il Duomo e a poca distanza il Palazzo Arroni e la Chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro.     

Non dimentichiamo il suggestivo Ponte delle Torri, è un enorme opera a dieci arcate che fa da raccordo tra il Colle Sant'Elia e Monteluco, misura una lunghezza di 236 metri e un'altezza di circa 90 metri. L'attraversamento è costituito da una strada ed un canale dell'acqua, sorrette da arcate ogivali e piloni di pietra. Vi si giunge attraverso una lunga passeggiata panoramica intorno alla Rocca Albornoz di Spoleto, collocata sulla sommità del colle sovrastante. Fu una veduta che impressionò sicuramente anche Wolfgang Goethe, scrittore e drammaturgo tedesco del Settecento, che dedicò una pagina del suo "Viaggio in Italia". La sua passeggiata per la città è commemorata da una targa posta proprio in prossimità del ponte. Attraversando il ponte si possono visitare il Fortilizio dei Mulini e la Basilica di San Pietro.

Non solo arte, ma Spoleto è promotrice di importanti eventi culturali; primo fra tutti il Festival dei Due Mondi: una rassegna di cinema, teatro, arte, musica e balletto. E' uno degli eventi più popolari di questa regione e ogni anno riesce a portare qui milioni turisti in arrivo da tutto il mondo. Il primo Spoleto Festival venne organizzato nel 1958 sotto richiesta di Gian Carlo Menotti, la sua idea era quella di unire due culture e due mondi artistici diversi, l' Europeo e l' Americano, dedicato un vasto spazio all’arte e alle sue forme di espressione.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Passiamo da sapere al piacere. La cucina spoletina, per quanto somigliante a quella umbra, ha conservato una sua singolare analogia. I piatti della tradizione esaltano i prodotti del territorio e alcuni di loro seguono ancora antiche ricette, tramandate di famiglia in famiglia, di generazione in generazione: Zuppa di farro, Strangozzi alla spoletina, al tartufo o con asparagina, Risotto con strigoli, Fojata, Strapazzata al tartufo, Agnello alla cacciatora, Crescionda è un dolce tradizionale dello spoletino di antichissime origini. Le testimonianze riguardo all’esistenza e alla preparazione di questo appetitoso dessert si perdono nel medioevo quando si prediligeva nelle pietanze il contrasto agro e dolce.

La ricetta originaria infatti prevedeva ingredienti quali: formaggio pecorino, uova, brodo di gallina, pane grattugiato, buccia di un limone, zucchero, cioccolato fondente o cacao amaro.Oggi la crescionda prevede abbinamenti di ingredienti “meno azzardati” e si prepara con amaretti, cioccolato fondente, la scorza di limone, le uova, lo zucchero e la farina.                                                                                                                               

In questo periodo, vi proponiamo una ricetta natalizia tipica della zona "L’attorta" chiamato anche serpentone; è un dolce tipico umbro composto da una pasta sfogliata ripiena di mele e altri ingredienti, arrotolata su se stessa a forma di spirale. Nelle ricette più antiche le mele venivano cotte. Le ricette dell’attorta variano di casa in casa, nel tempo la ricetta si arricchita di amaretti, mostaccioli, nocciole:

INGREDIENTI:

per la pasta: 500gr di farina, 3 uova, 100gr di zucchero, 10gr di olio extra vergine di oliva, 20gr di alchermes o rhum, 300gr di acqua; per il condimento: 1,5kg di mele mature, 200gr di uvetta sultanina, 200gr di noci sgusciate, 200gr di zucchero, scorza di limone, 50gr di alchermes o rhum, 100gr di cioccolato fondente o cacao.

PREPARAZIONE:

Su di una spianatoia, lavorare la farina con le uova, zucchero,  acqua ed il liquore, fino ad ottenere un impasto di consistenza omogenea ma morbida; coprire e lasciare riposare in luogo fresco per almeno un'ora. Nel frattempo cuocere a fuoco lento le mele, sbucciate e tagliate in fettine sottili, con lo zucchero, il cioccolato fondente grattugiato, la buccia del limone e il liquore. Dopo alcuni minuti, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare; quando il composto risulta a temperatura ambiente, aggiungere le noci finemente tritate e l'uvetta sultanina. Con il mattarello stendere l'impasto fino ad ottenere una sfoglia sottile di forma allungata; poggiarla su di un foglio di carta da forno, distribuirvi sopra uniformemente il condimento, arrotolare la sfoglia nel senso della lunghezza e spennellare leggermente la superficie con l'olio d'oliva. Disporre l'attorta, arrotolata a spirale, in una teglia e cuocere in forno a 180° C per 40 minuti circa, in seguito sfornare, bagnare con il liquore e guarnire con zucchero. Di recente il ripieno è stato arricchito con pinoli, canditi mandorle e mostaccioli.

Buon Anno!!

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