"L'UMBRIA da visitare e gustare"
Campello sul Clitunno - Città del Tartufo
* Tartufo estivo *
E' Iniziata la stagione di raccolta del tartufo nero estivo o scorzone (Tuber Aestivum).
Questo tipo di tartufo nero è l’unico tartufo presente durante la stagione calda e il suo periodo di raccolta può variare (a seconda della regione) da fine aprile fino a inizio settembre. Elenchiamo alcune caratteristiche specifiche che gli intenditori conoscono molto bene:
- il peridio (la parte esterna), rossastro quando il fungo è giovane, e che si scurisce con la maturazione, è ricoperto di verruche piramidali.
- la gleba (la parte interna) ha un colore che varia dal nocciola al giallo sporco, con venature biancastre molto ramificate.
Il Tartufo Estivo cresce in terreni sia sabbiosi che argillosi e vive generalmente in simbiosi con piante come rovere, roverella, faggio, carpino, nocciolo, leccio e pino. Questo tartufo, di pezzature variabili, si distingue per l’aroma gradevole e delicato, lievemente fungino, e per il sapore deciso ma non eccessivo, che può ricordare i porcini, e che risulta molto apprezzato, è molto utilizzato per la preparazione di salse ed insaccati.
Come ben sa chi ama questi funghi sotterranei, i loro prezzi possono variare molto, a seconda di tipo, qualità, pezzatura e, soprattutto, di quanto la stagione sia stata più o meno produttiva.
Parlando del tartufo quindi non possiamo non citare la patria del tartufo, Campello sul Clitunno, un borgo da visitare assolutamente!!!!
L’Umbria è piena di borghi arroccati come dei piccoli gioielli incastonati tra le sue montagne. Campello sul Clitunno si trova in provincia di Perugia, a poca distanza dalla città di Spoleto e dal famoso borgo di Rasiglia. Il paese si divide principalmente in due parti, la parte alta che si sviluppa attorno al castello e la parte bassa a valle. I posti da visitare sono vicini tra loro, ma per visitarli serve muoversi in automobile.
- Campello Alto - Un piccolo borgo fortificato e cinto da mura ancora perfettamente conservate, è un piccolo gioiellino arroccato sulla cima della sua altura con all’interno un edificato in pietra e mattoni a vista che sorgeva attorno al suo castello, una fortificazione costruita tra il X-XI secolo dal barone di Borgogna, Rovero di Champeaux.
Davvero un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, perdersi tra i vicoletti del borgo per ritrovarvi sempre nel punto di partenza, ovvero l’unica porta d’ingresso della cinta muraria, di fronte alla piazzetta e chiesa di San Donato.
- Il Castello di Pissignano e il circostante villaggio originariamente chiamato San Benedetto è attraversato dalla via Franchigena. Fu ribattezzato Lizori da coloro che negli anni ’70 lo salvarono da completa rovina, trasformandolo in un borgo dove si svolgono una varietà di attività culturali.
- Campello basso, da visitare sono anche Le Sorgenti del Clitunno, conosciute fin dall’antichità ed erano considerate sacre dai Romani. Queste sorgenti furono fonti di ispirazione da sempre per artisti, poeti e scrittori, tra i tanti Virgilio, Corot, Byron e Carducci.
La loro conformazione attuale è stata voluta dal conte Paolo Campello della Spina nella seconda metà dell’Ottocento. Uno specchio d’acqua limpida e cristallina alimentata dalle sorgenti sotterranee e circondata da una fitta vegetazione di salici piangenti e pioppi. A custodirle cigni e paperelle.
- La vera chicca di Campello sul Clitunno è il Tempietto sul Clitunno, è uno dei migliori riutilizzi di materiali ed elementi romani da parte dei Longobardi. Non a caso è stata inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel circuito dei siti “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-744 d.C.)”.
La chiesa di San Salvatore, meglio conosciuta come il Tempietto del Clitunno, si trova nella frazione di Pissignano. E’ un piccolo sacello a forma di tempio di origine paleocristiana. Esternamente ricorda un tempietto classico in antis. Spiccano le 4 colonne di ordine corinzio, ognuna diversa dall’altra, sormontate da un timpano riccamente decorato. Proviamo ad osservare questo tempietto ponendo la giusta attenzione alle decorazioni e ai particolari, che meritano davvero. Internamente sono presenti ancora degli affreschi del VIII secolo ed una piccola edicola.
Il Tempietto si può vedere in parte dalla strada, ma per visitarlo si paga un biglietto d'ingresso, consigliatissimo entrare!
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Passiamo ora ai piatti tipici del paese, ne elenchiamo solo alcuni, e qui i bongustai prendono appunto:
* Crostini al tartufo
Sciogliere burro, brodo e parmigiano. Formare una salsa omogenea, salare e pepare. Spruzzare di limone le fette di pane, ricopritele dalla salsa calda e dai tartufi tagliati a lamelle.
* Crostini alla norcina
Soffriggere olio, aglio e alici, far sciogliere e versare il tartufo; tritare i fegatini di pollo e rosolarli con capperi, olio e aglio, pepare, salare e lasciare sul fuoco per 10'. Unirvi la salsa al tartufo, scaldare e spegnere appena bolle. Distribuirlo sui crostini di pane bruschettato e spennellarli di vino bianco per poi servirli caldi.
* Spaghetti/Strangozzi alla norcina
Pulite i tartufi, asciugarli e tritateli; cuocere gli spaghetti, versate l'olio in una padella, aggiungetevi i tartufi e mescolate bene. Rimettete sul fuoco, aggiungete aglio e acciughe, riducendo tutto in crema, pepate e spegnete appena l'aglio imbiondisce. Rimettete la padella sul fuoco, togliete l'aglio, scolate gli spaghetti al dente e versateli nella padella, saltateli, impiattateli e serviteli.
* Agnello al tartufo nero
Scaldare olio e aglio, unire l'agnello con aglio, sale e pepe, soffriggere e dorare la carne, bagnare con il vino, evaporare e cuocere lentamente. Versare poi l'aceto, cuocere ancora poi spegnere. Grattugiate i tartufi, aggiungendo poi olio, limone, sale e pepe. Impiattare lo spezzatino e cospargerlo con la salsa.
E.....Buon Appetito!!!
Stay tuned!
